Wednesday, March 29, 2006

Ariel

Stasis in darkness.
Then the substanceless blue
Pour of tor and distances.

God's lioness,
How one we grow,
Pivot of heels and knees! ---The furrow

Splits and passes, sister to
The brown arc
Of the neck I cannot catch,

Nigger-eye
Berries cast dark
Hooks ---

Black sweet blood mouthfuls,
Shadows.
Something else

Hauls me through air ---
Thighs, hair;
Flakes from my heels.

White
Godiva, I unpeel ---
Dead hands, dead stringencies.

And now I
Foam to wheat, a glitter of seas.
The child's cry

Melts in the wall.
And I
Am the arrow,

The dew that flies,
Suicidal, at one with the drive
Into the red
Eye, the cauldron of morning.

(Sylvia Plath)

5 comments:

fabiana said...

Ehi, ma non commenta più nessuno??
Buon weekend :-)

Edward Phelan said...

Ciao Fabiana! Eeehhh. Purtroppo in quest'ultimo periodo ho avuto un po' da fare e non ho potuto occuparmi tanto del mio blog e così mi sa che i miei lettori si sono disaffezionati :)

ross said...

ciao amico! sono di passaggio fra un viaggio di istruzione e un corso di approfondimento in barca a vela. Volevo lasciarti un saluto!

Anonymous said...

anche io sono di passaggio, nel senso che ho letto ciò che cercavo, non mi è estraneo, mi chiedo solo perchè, ma un nodo alla gola mi impedisce di esprimerlo, posso solo scrivere, forse qualcuno capirà

Edward Phelan said...

Caro amico anonimo o amica anonima... in questo momento - proprio in questo - anche la mia gola è serrata da un nodo. Ci sono molte ragioni per essere tristi... Eppure so che domani, tra poche ore, ne troverò mille altre per rallegrarmi. E allora scioglierò quel nodo e lascerò che il riso si liberi. Mi auguro di poter in qualche modo allentare la morsa che stringe anche la tua gola.