Friday, December 28, 2007

L'uomo col megafono


L'uomo col megafono parlava parlava
parlava di cose importanti, purtroppo
i passanti, passando distratti, a tratti
soltanto sembravano ascoltare il suo
monologo, ma l'uomo col megafono
credeva nei propri argomenti e per questo
andava avanti, ignorando i continui
commenti di chi lo prendeva per matto...

però il fatto è che lui...... soffriva...... lui
soffriva......davvero

L'uomo col megafono cercava, sperava,
tentava di bucare il cemento e gridava
nel vento parole di avvertimento e di lotta,
ma intanto la voce era rotta e la tosse
allungava i silenzi, sembrava che fosse
questione di pochi momenti, ma
invece di nuovo la voce tornava, la voce
tornava...

COMPAGNI ! AMICI ! UNIAMO LE VOCI !
GIUSTIZIA ! PROGRESSO ! ADESSO !
ADESSO !

L'uomo e il suo megafono sembravano
staccati dal mondo, lui così magro,
profondo e ridicolo insieme, lo sguardo di
un uomo a cui preme davvero qualcosa,
e che grida un tormento reale, non per un
esaurimento privato e banale, ma proprio
per l'odio e l'amore, che danno colore e
calore, colore e calore

ma lui...... soffriva....... lui
soffriva...... davvero

COMPAGNI ! AMICI ! UNIAMO LE VOCI !
GIUSTIZIA ! PROGRESSO ! ADESSO !
ADESSO !

(Daniele Silvestri)

Thursday, December 27, 2007

Sunday, December 23, 2007

È Natale quando...


Tra le persone che mi hanno sempre ispirato un senso di grande ammirazione c'è Madre Teresa di Calcutta. Al di là dell'aspetto religioso, condivisibile o meno, quello che mi piaceva di lei era il coraggio di occuparsi delle persone che nessuno voleva toccare e, al tempo stesso, la sua capacità di competere in grandezza - lei piccola e curva - con i potenti del mondo, ai quali parlava senza alcun timore reverenziale, perché sicura di quello che stava facendo. Una persona simile a volte mi fa sentire inadeguato, ma al tempo stesso è uno sprone non da poco... Ho deciso, allora, di usare le sue parole sul Natale per fare a tutti i lettori di questo blog i migliori auguri di buone feste, sia che siano vissute laicamente sia che siano sentite religiosamente. E colgo anche l'occasione per consigliare la lettura di un libro che ho molto amato: Più grandi dell'amore, scritto da Dominique Lapierre. Buon Natale e Felice 2008!

E' Natale ogni volta
che sorridi a un fratello
e gli tendi la mano.
E' Natale ogni volta
che rimani in silenzio
per ascoltare l'altro.
E' Natale ogni volta
che non accetti quei principi
che relegano gli oppressi
ai margini della società.
E' Natale ogni volta
che speri con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.
E' Natale ogni volta
che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.
E' Natale ogni volta
che permetti al Signore
di rinascere per donarlo agli altri.


Sto ascoltando: Emiliana Torrini, "To Be Free", Love in the Time of Science, EMI, 1999.


Wednesday, December 12, 2007

Lo sciopero dei camionisti

In questi giorni sto seguendo con preoccupazione e con indignazione quello che sta accadendo per quanto concerne lo sciopero degli autotrasportatori. Preoccupazione perché quanto sta succedendo mi ricorda tanto i fatti che in Cile precedettero il colpo di stato di Pinochet, indignazione perché sono (quasi) certo che le ragioni di questo sciopero siano non economiche, ma politiche. Non voglio cadere in facili teorie del complotto, ma non mi stupirei se dietro tutto questo ci fosse un abile orchestratore. E questa Italia, nuova repubblica delle banane, mi fa arrabbiare. Spero che il Governo usi il pugno di ferro contro queste persone e non si lasci ricattare. Perché di ricatto si tratta. Di ricatto, di prepotenza e di coercizione. È un diritto sacrosanto scioperare, ma ci sono modi e luoghi per farlo. Perché bloccare le autostrade? Perché mandare al macero milioni di euro di merci? Perché causare serie difficoltà alla società civile? Che cosa farebbe uno di questi signori se un loro figlio si ferisse o avesse un malore e dovesse essere portato urgentemente in ospedale da un'ambulanza rimasta senza carburante? E se è un diritto scioperare, lo è anche il non scioperare: cosa sono quei tagli di gomme o quei pestaggi o le altre forme di coercizione nei confronti di chi non vuole continuare la serrata? Atti criminali. Punto e basta.
Queste persone si lamentano di stipendi più bassi di quelli degli operai, ma stento a crederlo: molti di loro sono padroncini, liberi imprenditori, con le loro belle BMW o i loro SUV parcheggiati nel garage. È inutile predicare il libero mercato, salvo poi appellarsi all'aiuto dello stato quando le cose vanno male. Come si suol dire non è possibile avere "la botte piena e la moglie ubriaca".
Le distanze tra Governo e trasportatori non mi sembrano così incolmabili, o almeno non lo sarebbero se vi fosse un reale spirito di dialogo e se si avesse a cuore il bene dell'Italia. Ma in questo nostro paese il bene dell'Italia è, purtroppo, un miraggio e, bene che vada, ognuno pensa solo al proprio orticello. In questo caso specifico, però, penso non si tratti nemmeno di banale egoismo e miopia, ma della precisa volontà di nuocere al Governo ed eventualmente rovesciarlo. Non essendoci riusciti in altri modi...

Sto ascoltando: Sufjan Stevens, "The Upper Peninsula", Michigan, Rough Trade/Sanctuary, 2004.

Friday, December 07, 2007

Basta Babbi Natale appesi!


Vi prego, se avete uno (o addirittura più di uno) di questi Babbi Natale aggrappati a una scala che penzolano fuori dalle vostre finestre, abbiate pietà, buttatelo. Trovo che siano qualcosa che va oltre il Kitsch. Quasi quasi preferisco Berlusconi col cerone arancio... Sembra che Babbo Natale l'abbiano impiccato e stia tirando le cuoia... e vien voglia pure a me, nonviolento, di sparargli pietosamente un colpo per risparmiargli ulteriori sofferenze. Perciò, se avete a cuore Babbo Natale e la sua dignità, ponete fine a questo strazio.

Sto ascoltando: Fiona Apple, "Oh Sailor", Extraordinary Machine, 2005.