Saturday, July 22, 2006

La spesa folle e lo scoiattolo geneticamente modificato




Eccomi qui per il racconto degli ultimi due giorni. Giovedì, come avevo già scritto, mi sono svegliato alle 3.48 del mattino a causa del jet lag. La situazione è comunque in netto miglioramento dal momento che ieri gli occhi si sono spontaneamente (e sottolineo SPONTANEAMENTE) spalancati alle 5 e oggi alle 5.56... Si procede abbastanza rapidamente verso la normalità.

Ho trascorso buona parte della mattinata di giovedì cercando il punto dove si prendesse meglio la connessione internet con il mio portatile wireless. Il posto in assoluto migliore è la veranda, da cui si vede il bellissimo giardino della casa, con tanto di piccolo stagno, che nei prossimi giorni fotograferò per farvi vedere. I ragazzi qui non hanno né telefono fisso né internet wireless, quindi sto sfruttando la connessione di qualche vicino che spero non vada in vacanza :)

Dopo questo problemino tecnologico, ho cominciato a spedire e-mail e fare telefonate a famiglia e amici per avvertirli che sono sano e salvo. Mercoledì, al mio arrivo, avevo fatto conoscenza con Matt. Giovedì è stata la volta di Greg, l’altro occupante della casa. Un breve incontro, visto che era in partenza per due settimane di vacanza. Andrà nel South Carolina dai suoi genitori e quindi lo rivedrò ad agosto. Il tempo purtroppo non era granché: ha piovuto tutta la mattina e fino a pomeriggio inoltrato. Naturalmente io ero senza ombrello e quindi me ne sono stato in casa bello tranquillo. Al pomeriggio è giunto il momento di fare la spesa. Il supermarket più vicino è Whole Foods in Ashland Avenue, perciò ci vado a piedi percorrendo Cornelia Ave e poi svoltando a destra in Ashland Ave. Entro e la temperatura si aggira sui 5ºC (approssimando per eccesso). Diavolo! Qui sanno davvero che cos’è l’aria condizionata! Vago tra le corsie acquistando verdura, frutta, pasta, salsa di pomodoro, carne, latte, cereali, aglio, cipolle (anzi cipolla perché è grande come un melone), olio, aceto, tonno, ecc. Compro anche delle bellissime nettarine, che costano la bellezza di 4.90$ per ogni libbra (pound). Considerando che un pound sono 453,592 grammi fate voi i calcoli. Comunque sono buonissime.

Mi avvio alla cassa e le cassiere sono deliziose: t’intrattengono in una piacevole conversazione, ti mettono la spesa nelle borse. Totale: 47 $ e rotti.

Ora rimane solo un’altra commissione da fare: comperare il convertitore per poter ricaricare il mio cellulare che, essendo italiano, richiede un voltaggio di 220-230V mentre qui la corrente è a 120V. Per far ciò vado da Radio Shak, che si trova in N Western Ave. Scopro che lì ci sono anche altri due supermercati (Jewel e Dominick’s) e due farmacie (Osco e Walgreens), buono a sapersi. Al ritorno percorro Roscoe St, bellissima, piena di piccoli locali e ristoranti... Dovrò assolutamente tornarci. Alle 20 ero letteralmente KO e quindi sono andato a letto. Pronto per un nuovo giorno!

Venerdì 21 luglio. Il nuovo giorno è arrivato, ma non è granché. Mi alzo con un sacco di dolori alle articolazioni e questo non fa presagire nulla di buono. Di solito mi succede quando mi sto ammalando. Faccio colazione (cereali con uvetta e latte) e poi mi metto al PC per cominciare a studiare il catalogo della biblioteca della UIC. A pranzo cucino la pasta (De Cecco), cuocendola la metà del tempo indicato sulla scatola! Qui per gli spaghettini sottili dicono 9 minuti!!! Evidentemente a loro piace la pasta che ti si scioglie in bocca...

Nel pomeriggio telefono al mio amico Marco, un ragazzo davvero simpatico e stupendo, che si trova a Londra. Era un po’ che non lo sentivo e sapevo che aveva avuto qualche piccolo problema economico. Sembra che finalmente abbia trovato un lavoro e sia riuscito ad aprire un conto in banca, quindi le cose stanno prendendo il verso giusto, il che mi rende davvero felice.

Ah!! Nel giardino del vicino ho visto uno scoiattolo! Un dolcissimo scoiattolo obeso che si arrampicava sul balcone di legno della casa. Qui è tutto grande, perfino i roditori! Spero davvero di non incontrare una pantegana autoctona...

La sera, purtroppo, le condizioni di salute sono peggiorate. Ho cominciato a sentire freddo e battere i denti, chiaro segno di febbre. Perciò alle 19.30 mi sono preso due antipiretici e sono andato a letto. Ho trascorso una buona nottata, comunque, e questa mattina mi sento meglio. Chissà, forse, come dice la mia amica Marinella, è vero che gli aerei ti scombussolano le molecole...

Thursday, July 20, 2006

Sweet Home Chicago

Ed eccomi qui… a scrivere nel mio blog alle 7.33 del mattino. A dire il vero sono sveglio dalle 3.48 (am come si dice qui). Dannazione al jet lag! Il viaggio – ma guarda che sorpresa - è stato faticoso! Mi sono alzato alle 5 del mattino per poter partire alle 5.45 alla volta di Malpensa. Ci sono arrivato alle 7.30 circa (normale traffico della A4 più costruzione della quarta corsia). Fatto immediatamente il check in, sono andato a chiedere lumi su un cambiamento d'orario per il ritorno (il 31 agosto) e poi mi sono avviato ai controlli di sicurezza. Tutto perfetto. Volavo con Lufthansa e siamo partiti con un leggero ritardo, ma siamo arrivati a Francoforte in orario. Era la prima volta che arrivavo all'aeroporto di Francoforte. È davvero impressionante. Qui ho dovuto attendere circa 3 ore per il volo successivo e nel frattempo ho fatto amicizia con un trevigiano, sposato con una donna polacca, che vive a Mainz, in Germania. Un bel miscuglio! Il volo da Francoforte a Chicago, su un Airbus A340, è stato perfetto dal punto di vista del servizio e del trattamento. In particolare c'era uno steward di nome Ingo che ha rappresentato una vera gioia per gli occhi con i suoi capelli biondi, il viso teutonico, la carnagione abbronzata e gli occhi di ghiaccio... Stendiamo un velo pietoso (anzi, una trapunta di marmo) su tutti gli altri (hostess comprese per quanto io possa essere competente in materia). Per tenermi occupato durante le infinite (9) ore di volo, ho fatto tutto ciò che era nelle mie possibilità e cioè chiacchierato con le due vicine (hanno attaccato bottone loro, lo giuro!), una signora di Denver e una ragazza slovena che stava andando a Salt Lake City per lavorare come au pair. Mi sono anche beato quando la signora di Denver mi ha detto che parlo un ottimo inglese (americano) privo di accento. In realtà il fatto è che quando parlo con una persona tendo ad assumere il suo accento, quindi probabilmente, mentre parlavo con Petra (la ragazza alla pari), parlavo inglese con accento sloveno.

Ho visto anche due film (L'era glaciale 2 e La pantera rosa, entrambi esilaranti), mangiato cibo orribile, ascoltato musica, dormito. Non ho letto perché per la prima volta ho sofferto di mal d’aereo. Tutta colpa delle numerose turbolenze e dei vuoti d’aria che abbiamo incontrato.

Ad ogni modo siamo atterrati nella Windy City alle 4.30 del pomeriggio. E lì è iniziato il mio incubo. Coda di un’ora all’immigrazione, per essere poi trattati a pesci in faccia per cinque minuti da un ufficiale, pure brutto, che era andato a lezione di cortesia da Himmler. Domande del tipo: “Quanto si ferma? Perché così tanto? Quanti soldi ha? Dove sta?" e via dicendo. Mai un sorriso e passaporto che mancava poco me lo tirasse dietro. Poi, naturalmente, dopo la mia razione quotidiana di maltrattamenti e un’ora di attesa per riceverli, dove saranno i bagagli? Questi erano stati scaricati da 45 minuti almeno e sui tabelloni non c’era traccia del volo LH 448. Dopo aver chiesto a ben tre addetti, di cui una si è consultata con il proprio capo, alla fine sono riuscito a placcare un omino con targhetta al petto che diceva "Lufthansa agent". È lui il mio uomo! e infatti trovo la valigia, tutta schiacciata. Passo la dogana ed esco nel labirinto di O'Hare. Ok, dove sarà Jason, che ha promesso di venirmi a prendere? Probabilmente al terminal sbagliato o, stanco di aspettare, si è gettato sotto il treno della blue line. Invece no, Dopo soli 5 SMS riusciamo a rintracciarci. Abbraccio liberatorio, dopo un anno e cinque mesi che non lo vedo di persona e poi ci dirigiamo verso casa (quella dove starò io). Chiacchieriamo un po'. Brad non c'è perché ci sono i gay games ed è andato a vedere la partita di beach volley. Jason mi sembra più magro, più bello e più rilassato rispetto all'ultima volta, anche se è evidentemente stanco. È uscito dal lavoro prima per venirmi a prendere e farmi strada :) Lo adoro! Prendiamo la blue line e scendiamo alla fermata Addison e di qui l’autobus 152, guidato da una signora che sembra Whoopy Goldberg, assolutamente simpaticissima. L'autobus, però non ne vuol sapere di ripartire. Il motore gira a vuoto come se fosse in folle e il mezzo non si muove. Ma l'acuta signora conosce perfettamente il sistema Windows, perciò spegne il motore, aspetta due secondi e riaccende. Tutto funziona perfettamente ora. Ha fatto il reboot dell'autobus!!! Scendiamo a Damen (scopro che per aprire le porte per scendere dagli autobus bisogna spingerle) e di lì la casa è a quattro passi. Saranno 100 metri. Ad accogliermi sulla soglia di questa deliziosa casetta di legno in West Cornelia Avenue è Matt, esperto di pubbliche relazioni e commediografo, ragazzone (beh, non esageriamo, è alto quanto me) newyorchese, occhi azzurri, capelli biondi e un po' lunghi. Il suo saluto? “Ehi, man”. Ok, cominciamo bene. Non mi ha ancora chiamato dude e nemmeno bro', ma attendo sviluppi. Greg, l’altro occupante dell’appartamento non c’era e non è tornato a casa perché dalla fidanzata. Direi che i miei compagni sono inesorabilmente etero. In bagno c’è una pila di Playboy…

Fatte le presentazioni, Jason è tornato a casa perché doveva spedire il suo pezzo per Redeye. Io ho fatto una doccia e poi con Matt abbiamo fatto una chiacchierata mentre vedevamo la partita dei Cubs (che quest'anno fanno schifo). Sto diventando già un vero americano, eh? Poi a letto alle 22.30 (per me le 5.30 del mattino, quindi ero praticamente sveglio da 24 ore). Ma alle 3.48 ero già sveglio, naturalmente :) E, ancora più naturalmente dirà qualcuno, sta piovendo... Ma sono proprio io che porto il maltempo??? Vabbè, domani è un altro giorno...

Wednesday, July 19, 2006

Si parte!!


Tra 8 ore e mezza sarò su un aereo, destinazione Chicago... Ragazzi mi rifarò vivo da là!!

Sto ascoltando: The Postal Service, "The District Sleeps Alone Tonight", Give Up, Sub Pop Records, 2003.


Monday, July 17, 2006

Requiescat


TREAD lightly, she is near
Under the snow,
Speak gently, she can hear
The daisies grow.

All her bright golden hair 5
Tarnished with rust,
She that was young and fair
Fallen to dust.

Lily-like, white as snow,
She hardly knew 10
She was a woman, so
Sweetly she grew.

Coffin-board, heavy stone,
Lie on her breast,
I vex my heart alone 15
She is at rest.

Peace, Peace, she cannot hear
Lyre or sonnet,
All my life’s buried here,
Heap earth upon it.

AVIGNON.

(Oscar Wilde)
20

Saturday, July 15, 2006

Le altre creature...











Tempo fa avevo parlato di Final Justice, il reality show con la pettoruta Erin Brockovich, per il quale avevo curato la traduzione per il doppiaggio. Beh quella non è la mia unica creatura (mostro?). Se vi capitasse di imbattervi, su Sky, in I Want to Be a Hilton (l'hanno già dato) o in Blow Out - A colpi di spazzola, sappiate che anche lì ci ho messo lo zampino.


Sto ascoltando: Capercaillie, "Ailein Duinn", Dusk till Dawn. The Best of Capercaillie, Survival, 1998.


La passione per... il calcio

Ecco la vera ragione per cui ho seguito assiduamente i mondiali...


Sto ascoltando: Nelly Furtado, "Maneater", Loose, Geffen Records, 2006.

Friday, July 14, 2006

How Indie Are you?

You Are 53% Indie

You're pretty indie, but you don't make a fuss letting everyone know.
You just do what you like. You enjoy many types of things - from trendy to bizarre.
How Indie Are You?


Sto ascoltando: Fiona Apple, "O' Sailor", Extraordinary Machine, Epic, 2005.


Thursday, July 13, 2006

To Be Alone With You


I'd swim across lake Michigan
I'd sell my shoes
I'd give my body to be back again
In the rest of the room

To be alone with you
To be alone with you
To be alone with you
To be alone with you

You gave your body to the lonely
They took your clothes
You gave up a wife and a family
You gave your goals

To be alone with me
To be alone with me
To be alone with me
You went up on a tree

To be alone with me you went up on the tree

I'll never know the man who loved me

(Sufjan Stevens, "To Be Alone With You", Seven Swans, Rough Trade/Sanctuary, 2004)


Vota il gelato queer!

Qualche giorno fa passeggiavo allegramente per città alta (la parte antica di Bergamo, n.d.r.) quando, passando davanti ad una gelateria in Piazza Vecchia ho detto alla mia complice V. (no, non quella di Thomas Pynchon): "Oh, qui fanno dei gelati buonissimi e hanno una grande varietà di gusti. Pensa che domenica scorsa mi sono preso un cono alla rosa e alla violetta!". Laconico il commento: "How queer!" Non ho potuto far altro che convenire. In effetti un gelato lilla e rosa... Mi sono chiesto: "Sono proprio così prigioniero degli stereotipi??"
Ma in fondo... chissenefrega... Avete mai provato il gelato alla rosa e alla violetta? Se non l'avete fatto non sapete quel che vi perdete!!!

E giusto per aggiungere una nota di colore (altro colore, dopo tutto questo pink?) voglio lanciare alcuni sondaggi estivamente (ed eufemisticamente) frivoli, nonché realisticamente idioti:

1) Qual è il tuo gusto di gelato preferito?
2) Qual è il gusto di gelato più queer?
3) Qual è il tuo gusto di gelato queer preferito?

*Gli uomini sono fortemente incoraggiati a rispondere alla terza domanda. Sarà un'utile indicazione nel corso della ricerca del mio prossimo fidanzato. Coloro che non intendono candidarsi a ricoprire tale ruolo possono facoltativamente astenersi.

Sto ascoltando: James Blunt, "Wisemen", Back to Bedlam, East West, 2005.

Monday, July 10, 2006

Opera d'arte



Eccomi qui! Di ritorno dopo un periodo in cui ho trascurato il mio blog. Vi chiederete: "È per espiare che ti sei conciato in quel modo?" No, non è questa la motivazione. Questa è semplicemente un'opera d'arte in fieri... Ebbene sì, se qualcuno nutriva il ben che minimo dubbio, ora questo verrà definitivamente fugato: io SONO UN'OPERA D'ARTE... Modesto, eh? Dai, torniamo seri... In realtà ecco che aspetto avevo ieri, quando, insieme ad altre 19 persone, ho preso parte ad un video della videoartista Grazia Toderi. Le riprese sono state effettuate alla Scala di Milano e il risultato sarà grosso modo come l'immagine che potete vedere cliccando in questo punto. Sembravamo tanti spermatozoi a teatro (chi ben comincia...), ma è stata un'esperienza diversa e divertente, compiuta con compagni molto simpatici che hanno reso assai più sopportabili l'estenuante giornata di riprese e il caldo provocato dal costume (la cuffia sulla testa è in lattice) e dal trucco. L'opera sarà esposta al PAC di Milano a novembre. Mi raccomando andate tutti a vederci ;-)

Sto ascoltando: Tori Amos, "Bliss", in To Venus and Back, Atlantic, 1999.

Tuesday, May 30, 2006

L'eroe più piccolo...

Copio di seguito una e-mail di una cara amica, Connie, a cui voglio molto bene. Non è una delle solite catene di S. Antonio. Il bambino, Will, è davvero il nipotino di due amici di Connie...


This is not one of my light-hearted zingers. It's a zinger, but a heart-breaker: A 21-month-old little boy, Will Lacey, the grandson of dear friends of mine, Ginny and Mike Gammino, has neuroblastoma, a childhood cancer. He and his family are living a nightmare right now, as you can imagine. I am sending this to everyone I know for these reasons: to raise awareness of neuroblastoma, to ask for your prayers for Will--even to put him on a prayer list at your church or temple--and, if you're so inclined, to make a donation in Will's name to the Jimmy Fund at the Dana Farbar Cancer Institute in Boston.

Life isn't fair, but Will is a fighter and a hero. So are his mom, his father, and his family. Below are the links for Will's site and his blog, where Will's parents, Dina and Patrick, give updates on his condition. (Writing about Will helps them a bit as they struggle through their trial.)

And one more request: Please pass this e-mail on to anyone you know who is, or knows of someone, suffering through a life-threatening affliction. It may help them to know they are not alone.

http://kickthegongaround.com/index.html

http://willlacey.blogspot.com/

Per chi volesse sapere qualcosa di più sul neuroblastoma, vi rimando al sito dell'Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma.


Sto ascoltando: Joan Osborne - "One of Us"

Monday, April 17, 2006

Come la spiaggia ascolta...


Canterò il tuo nome come la valle
canta l'eco delle campane;
ascolterò il linguaggio della tua anima
come la spiaggia ascolta
la storia delle onde.

(Gibran K. Gibran)



Sto ascoltando: Novastar, "Never Back Down", Another Lonely Soul, 2006.


Wednesday, March 29, 2006

Ariel

Stasis in darkness.
Then the substanceless blue
Pour of tor and distances.

God's lioness,
How one we grow,
Pivot of heels and knees! ---The furrow

Splits and passes, sister to
The brown arc
Of the neck I cannot catch,

Nigger-eye
Berries cast dark
Hooks ---

Black sweet blood mouthfuls,
Shadows.
Something else

Hauls me through air ---
Thighs, hair;
Flakes from my heels.

White
Godiva, I unpeel ---
Dead hands, dead stringencies.

And now I
Foam to wheat, a glitter of seas.
The child's cry

Melts in the wall.
And I
Am the arrow,

The dew that flies,
Suicidal, at one with the drive
Into the red
Eye, the cauldron of morning.

(Sylvia Plath)

Tuesday, March 21, 2006

Take my Hand

Touch my skin,and tell me what you’re thinking
Take my hand and show me where we’re going
Lie down next to me, look into my eyes and tell me, oh tell me what you’re seeing
So sit on top of the world and tell me how you’re feeling
What you feel now is what I feel for you
Take my hand and if I’m lying to you
I’ll always be alone
If I’m lying to you
See my eyes, they carry your reflection
Watch my lips and hear the words I’m telling you
Give your trust to me and look into my heart and show me, show me what you’re doing
So sit on top of the world and tell me how you’re feeling
What you feel now is what I feel for you

Take my hand and if I’m lying to you
I’ll always be alone
If I’m lying to you
Take your time, if I’m lying to you
I know you’ll find that you believe me
You believe me

Feel the sun on your face and tell me what you’re thinking
Catch the snow on your tongue and show me how it tastes
Take my hand and if I’m lying to you
I’ll always be alone
If I’m lying to you
Take your time, if I’m lying to you
I know you’ll find that you believe me
You believe me

(Written by Dido Armstrong & Richard Dekkard)

La morte del pittore


I pittori - per non limitarsi che a loro - quando sono morti e sepolti, parlano a una generazione successiva e a più generazioni successive con le loro opere. È tutto qui o c'è ancora dell'altro? Nella vita del pittore forse la morte non è la cosa più difficile.

Vincent van Gogh al fratello Théo, 1888


Monday, March 13, 2006

Upside Down


Who's to say
What's impossible
Well they forgot
This world keeps spinning
And with each new day
I can feel a change in everything
And as the surface breaks reflections fade
But in some ways they remain the same
And as my mind begins to spread its wings
There's no stopping curiosity

I want to turn the whole thing upside down
I'll find the things they say just can't be found
I'll share this love I find with everyone
We'll sing and dance to Mother Nature's songs
I don't want this feeling to go away

Who's to say
I can't do everything
Well I can try
And as I roll along I begin to find
Things aren't always just what they seem

I want to turn the whole thing upside down
I'll find the things they say just can't be found
I'll share this love I find with everyone
We'll sing and dance to Mother Nature's songs
This world keeps spinning and there's no time to waste
Well it all keeps spinning spinning round and round and

Upside down
Who's to say what's impossible and can't be found
I don't want this feeling to go away

Please don't go away
Is this how it's supposed to be
Is this how it's supposed to be

(Jack Johnson)


Wednesday, March 08, 2006

Final Justice

È giunto il momento di fare un po' di autopromozione...

Questa sera (giovedì), alle ore 21, su Sky Vivo, verrà finalmente trasmesso il primo episodio della serie Final Justice con la vera Erin Brockovich, la grintosa (e pettoruta, ve lo posso assicurare) signora interpretata al cinema da una bravissima Julia Roberts, diretta da Soderbergh.

Vi chiederete perché parlo di autopromozione. Ebbene no, non sono la signora Brockovich sotto falso nome. Il fatto è che la serie l'ho tradotta io... Ok, ok, non è un romanzo, ma è comunque una bella soddisfazione vedere una "propria" creatura, no?

Il programma viene classificato come reality show, ma in realtà non è così. Si tratta piuttosto di una sorta di telefilm-verità. In ogni episodio (Sky ne trasmette due alla volta) Erin Brockovich presenta tre casi di donne che, trovatesi di fronte a ingiustizie o vere e proprie tragedie, anziché accettare con rassegnazione ciò che la sorte aveva riservato loro, hanno deciso di lottare e di sfidare il sistema e alla fine... hanno vinto. Il tutto raccontato attraverso le parole della Brockovich e di una narratrice e per mezzo di ricostruzioni con attori e interviste ai protagonisti reali. Very American, isn't it?

8 marzo


Auguri a tutte le donne che visitano questo blog nella giornata a loro dedicata.

Buon 8 marzo!!!


A proposito, qualcuno può togliermi una curiosità? Ho letto in internet un articolo di Antonia Bonomi dal titolo 8 MARZO: festa internazionale della donna, conquista o "contentino"? È vero quanto dice riguardo al fatto che l'episodio delle 129 operaie morte in un incendio a New York sarebbe pura invenzione? Sono rimasto a bocca aperta perché io fino ad oggi ero convinto che quello fosse davvero ciò che aveva dato l'avvio a questa ricorrenza.


La mimosa

In Inghilterra, nel secolo scorso, le ragazze meno carine erano solite infilare un fiore d’acacia nell’occhiello della giacca, della camicetta oppure fra i capelli per esibire la loro ideologia. Diverso significato veniva attribuito alla mimosa dagli indiani d’America; in base ad una vecchia usanza un ramoscello d’acacia era donato da ogni giovane alla ragazza che gli aveva infuocato il cuore. Il loro aspetto delicato nasconde forza e vitalità; per questo è simbolo di forza e femminilità.


Sunday, March 05, 2006

Il mare



Ed è qualcosa da cui non puoi scappare. Il mare.
Il mare incanta, il mare uccide, commuove, spaventa, fa anche ridere, alle volte, sparisce, ogni tanto, si traveste da lago, oppure costruisce tempeste, divora navi, regala richezze, non dà risposte, è saggio, è dolce, è potente, è imprevedibile.
Ma soprattutto: il mare chiama.
Non fa altro, in fondo, che questo: chiama
Non smette mai, ti entra dentro, ce l'hai addosso, è te che vuole.
Puoi anche far finta di niente, ma non serve.
Continuerà a chiamarti.
Questo mare che vedi e tutti gli altri che non vedrai, ma che ci saranno, sempre, in agguato, pazienti, un passo oltre la tua vita.
Instancabilmente, li sentirai chiamare.
Senza spiegare nulla, senza dirti dove, ci sarà sempre un mare, che ti chiamerà.

(Alessandro Baricco da Oceano Mare)

Grazie, Hobbes, per questo regalo...

Wednesday, March 01, 2006

Influenza aviaria

Se telefonando...

Più o meno all'inizio del romanzo Il giovane Holden - il cui titolo originale è The Catcher in the Rye, con riferimento al testo di Burns del post precedente (se non ne sapete il motivo, leggete il libro e scopritelo ;-)) - il protagonista Holden Caulfield dice di stare leggendo un libro che gli è stato dato in biblioteca per errore. Lui se ne accorge solo una volta tornato nella sua camera, ma decide di leggerlo ugualmente. Il romanzo è Out of Africa (La mia Africa) di Karen Blixen, al secolo Isak Dinesen, sicuramente la più nota scrittrice danese prima dell'arrivo di Peter Høeg (e forse nonostante Høeg). In proposito, come non ricordare il bel film con la sempre meravigliosa Meryl Streep e il quanto mai conturbante Robert Redford (da far attorcigliare le budella, citando la magnifica Julia Roberts alle prese con La Traviata in Pretty Woman)?
Dopo la Blixen, Holden cita come suo altro autore preferito Ring Lardner, giornalista e scrittore morto nel 1933. E poi Thomas Hardy con The Return of the Native e William Somerset Maugham con Of Human Bondage.
Ma quello che più mi colpisce in questa pagina di Salinger è una cosa che Holden afferma. Egli scrive che ciò che veramente lo lascia sbalordito è un libro che, una volta finito, ti fa desiderare che l'autore sia un tuo amico, e che tu lo possa chiamare ogni qual volta ti venga voglia di farlo (di chiamarlo!!). Ci sono dei romanzi, racconti, poesie, ecc. che vi fanno sentire così? Naturalmente non è necessario che gli scrittori siano vivi... Non poniamo limiti alla fantasia... Per quanto mi riguarda, credo che avrei voluto telefonare alla Allende dopo aver letto La casa degli Spiriti o a Bulgakov dopo aver divorato Il Maestro e Margherita. E vorrei che fossero miei amici John Irving e Alan Hollinghurst. Vorrei scrivere lunghe lettere a García Lorca e soprattutto ad Emily Dickinson (e ricevere in cambio quelle sue pagine intensissime...) E ancora avrei telefonato all'Hermann Hesse di Narciso e Boccadoro (ma non a quello di Siddharta, che detesto). Vorrei essere amico di Hanif Kureishi e di altri che aggiungerò man mano... Ma ora mi piacerebbe che diceste la vostra.
Vi pongo anche un'ultima domanda... Vi è mai capitato di innamorarvi di un libro per sbaglio? Perché l'avete preso pensando che fosse qualcos'altro, perché vi hanno dato il testo sbagliato, perché quando l'avete acquistato o preso a prestito non avevate la minima idea di che cosa fosse?

Sunday, February 26, 2006

Gin a body meet a body comin thro' the rye...


Una piccola sorpresa per te, Hobbes... dal tuo Calvin.


Robert Burns (1759-1796)

1. O, Jenny's a' weet, poor body,
Jenny's seldom dry:
She draigl't a' her petticoatie,
Comin thro' the rye!

Chorus:
Comin thro' the rye, poor body,
Comin thro' the rye,
She draigl't a' her petticoatie,
Comin thro' the rye!


2. Gin a body meet a body
Comin thro' the rye,
Gin a body kiss a body,
Need a body cry?
Chorus:


3. Gin a body meet a body
Comin thro' the glen,
Gin a body kiss a body,
Need the warl' ken?
Chorus:

4. Gin a body meet a body
Comin thro' the grain;
Gin a body kiss a body,
The thing's a body's ain.
Chorus:

5. Ev'ry Lassie has her laddie,
Nane, they say, have I,
Yet all the lads they smile on me,
When comin' thro' the rye.
Chorus:

Saturday, February 25, 2006

Le scienze esatte


LEGGE DI HADLEY SULL'ACQUISTO DEGLI INDUMENTI
1- Se ti piace, non hanno la misura.
2- Se ti piace e hanno la tua misura, non ti sta bene.
3- Se ti piace, hanno la tua misura e ti sta bene,costa troppo.
4- Se ti piace, hanno la tua misura, ti sta bene e te lo puoi permettere, la prima volta che lo metti si rompe.

PRINCIPIO DELLA BANANA
Se compri delle banane acerbe, le mangerai tutte prima che siano mature. Se le compri mature, marciranno prima che tu le mangi.

LEGGE DEI COMPAGNI DI LETTO
Chi russa si addormenta per primo.

PRINCIPIO DI RUBY
Le probabilità di incontrare qualcuno che conosci aumentano quando sei con qualcuno con cui non vuoi essere visto.

COSTANTE DI MURPHY
Le cose vengono danneggiate in misura direttamente proporzionale al loro valore.

14° COROLLARIO DI ATWOOD
Non si perde mai nessun libro prestandolo, a eccezione di quelli cui si tiene particolarmente.

LEGGE DI BOOB
Si troverà sempre una qualsiasi cosa nell'ultimo posto in cui la si cerca.

LEGGE SULLA GRAVITA' SELETTIVA
Un oggetto cadrà sempre in modo da produrre il maggior danno possibile.

LEGGE DI MARYANN
Chi non cerca trova.

LEGGE DEL SELF-SERVICE
L'ultima porzione del piatto che avevate deciso di prendere, sarà scelta dalla persona che vi sta davanti.

OSSERVAZIONE DI ZENONE
L'altra coda va più veloce.

VARIAZIONE DI O'BRIEN SULL'OSSERVAZIONE DI ZENONE
Se si cambia coda, quella che si è appena lasciata diventerà immediatamente la più veloce.

REGOLA DI FLUGG
Più è urgente il motivo per cui si fa una coda, più lento sarà l'impiegato allo sportello.

LEGGE DI WITTENS
Non appena ci si taglia le unghie si scopre di averne bisogno.

LEGGE DI SIR WALTER
La tendenza del fumo di una sigaretta, barbecue, falò ecc. a dirigersi verso la faccia di una persona è proporzionale alla sensibilità di tale persona verso il fumo.

LEGGE DI ROGER
Non appena la hostess serve il caffè, l'aereo incontra una turbolenza.

LEGGE DI MOSES
Quando non guardi segnano.

PRINCIPIO DI MORATTI SUI FUORICLASSE
Un fuoriclasse è un giocatore che, non appena viene acquistato dalla tua squadra (Inter), diventa una ciofeca. Una ciofeca è un giocatore che non appena viene ceduto dalla tua squadra (Inter) diventa un fuoriclasse.

POSTULATO DEL PARCHEGGIO
Non appena hai deciso di parcheggiare a due chilometri di distanza, quattro posti vicini alla tua meta si libereranno simultaneamente.

Wednesday, February 22, 2006

Giorno d'inverno


Siamo giunti in un luogo dove dormono gli usignoli
Colmiamo oceani e pianure
di vecchie immagini e sogni futuri

(Liberamente ispirato dalla lirica "A Winter's Day" di Philip Lamantia)


Monday, February 20, 2006

Hide and Seek

Where are we?
what the hell is going on?
the dust has only
just begun to form
Crop circles in the carpet
Sinking feeling

Spin me round again
and rub my eyes
this can't be happening
when busy streets a mess with people
would stop to hold their heads heavy

Hide and seek
Trains and sewing machines
All those years
They were here first

oily marks appear on walls
where pleasure moments hung before
the takeover
the sweeping insensitivity
of this
still life

Hide and seek
trains and sewing machines (you won't catch me around here)
Blood and tears
They were here first

mm what d'cha say?
mm that you only meant well, well of course you did
mm what d'cha say?
mm this it's all for the best, of course it is
mm what d'cha say?
that it's just what we need, you decided this?
what d'cha say?
what did you say?

Ransom notes keep falling out your mouth
Mid sweet talk newspaper word cut outs (echo:paper word cut outs)
Speak no feeling no I don't believe you (echo: I don't believe you)
you don't care a bit
you don't care a bit

Ransom notes keep falling out your mouth
Mid sweet talk newspaper word cut outs
Have no feel no I don't believe you
you don't care a bit
you don't care a bit

Hide and Seek

Oh no, You don't care a bit
Oh no, You don't care a bit
Oh no, You don't care a bit
You don't care a bit
You don't care a bit

(Imogen Heap)

Wednesday, February 08, 2006

Lupus in fabula... anzi in film!

Svelato l'arcano! Ora sappiamo dov'è il nostro Lupus quando per un po' non si aggira qui nei nostri blog...






Saturday, February 04, 2006

I eat dinner (when the hunger's gone)


Perdindirindina quanto è bello... E pure la canzone...

I eat dinner at the kitchen table
By the light that switches on
I eat leftovers with mashed potatoes
No more candlelight
No more romance
No more small-talk
When the hunger's gone

I eat dinner at the kitchen table
And I wash it down with pie
I eat leftovers with mashed potatoes
No more candlelight
No more romance
No more small-talk
When the hunger stops

Never thought
That I'd end up this way
I who loved the sparks
Never thought my hair'd be turning to grey
Used to be so dark
So dark

No more candlelight
No more romance
No more small-talk
When the hunger's gone
No more candlelight
No more romance
No more small-talk
When the hunger's gone
When the hunger's gone

Never thought
That I'd end up like this
I who love the night
Never thought I'd be without a kiss
No one to turn out the light
Turn out the light

I eat dinner at the kitchen table
By the light of the TV screen
I eat leftovers with mashed potatoes
No more candlelight
No more romance
No more small-talk
When the plate is clean
When the hunger's gone
When the hunger's gone

(Rufus Wainwright)

Friday, January 27, 2006

Giorno della memoria

Ho pensato che non fosse giusto lasciar passare sotto silenzio nel mio blog questa giornata che per me ha un significato profondo. Sono passati quasi 17 anni dalla prima volta che ho messo piede in un campo di sterminio, rimanendo segnato dall'esperienza di quella visita. Allora era il campo di Dachau, vicino a Monaco di Baviera. Dopo quel campo, negli anni che sono seguiti ne ho visitati altri tre: Natzweiler-Struthof, Mauthausen e Auschwitz-Birkenau. Vorrei essere capace di rendere le sensazioni angoscianti che ho provato, nonostante il tempo e i restauri abbiano in qualche modo "edulcorato" l'immagine di quei luoghi di morte, ad uso della nostra sensibilità, trasformandoli in musei dell'orrore. Ma in quei campi si avverte ancora l'assenza, l'assenza di umanità. L'umanità assente dei carnefici, perché mi chiedo come si possa trovare la forza di definire umane queste persone, ma anche l'umanità assente delle vittime, perché ad esse è stata tolta. Eppure i carnefici non sono riusciti a strappare del tutto l'umanità alle vittime. Forse l'hanno tolta dai loro corpi, ma non sono riusciti a cancellarla completamente dalle loro anime. Quell'umanità è riuscita a resistere ed è ora presenza, che aleggia in quei campi così come nei ricordi.


Istituzione del "Giorno della Memoria" in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 31 luglio 2000.

Art. 1. La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

Art. 2 In occasione del "Giorno della Memoria" di cui all’articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere.

Legge 20 luglio 2000, n. 211.

Nei campi non morirono solo ebrei e prigionieri militari e politici, ma anche zingari, omosessuali, disabili e molti altri ancora. Il ricordo è anche per loro. Così come per tutte le persone la cui vita, dignità e libertà furono distrutte e disprezzate, in ogni epoca e luogo.



Sunday, January 22, 2006


Ho incontrato tre uomini per strada,
mentre mi recavo al paese.
Il primo era calvo
e reggeva una bilancia arrugginita.
Il secondo portava una bottiglia
in cui aveva imprigionato il vento.
Il terzo era senza volto.
Il suo urlo muto non disturba il fornaio
che carica le ceste del pane.


Thursday, January 19, 2006

Padre nostro

Padre nostro che sei nei Cieli,
io non sono mai stato ridicolo in tutta la vita.
Ho sempre avuto negli occhi un velo d'ironia.
Padre nostro che sei nei Cieli:
ecco un tuo figlio che, in terra, è padre...
È a terra, non si difende più...
Se tu lo interroghi, egli è pronto a risponderti.
È loquace. Come quelli che hanno appena avuto
una disgrazia e sono abituati alle disgrazie.
Anzi, ha bisogno, lui, di parlare:
tanto che ti parla anche se tu non lo interroghi.
Quanta inutile buona educazione!
Non sono mai stato maleducato una volta nella mia vita.
Avevo il tratto staccato dalle cose, e sapevo tacere.

Per difendermi, dopo l'ironia, avevo il silenzio.

Padre nostro che sei nei Cieli:
sono diventato padre, e il grigio degli alberi
sfioriti, e ormai senza frutti,

il grigio delle eclissi, per mano tua mi ha sempre difeso.


Mi ha difeso dallo scandalo, dal dare in pasto
agli altri il mio potere perduto.
Infatti, Dio, io non ho mai dato l'ombra di uno scandalo.
Ero protetto dal mio possedere e dall'esperienza
del possedere, che mi rendeva, appunto,
ironico, silenzioso e infine inattaccabile come mio padre.
Ora tu mi hai lasciato.
Ah, ah, lo so ben io cosa ho sognato
Quel maledetto pomeriggio! Ho sognato Te.

Ecco perché è cambiata la mia vita.


E allora, poiché Ti ho,
che me ne faccio della paura del ridicolo?
I miei occhi sono divenuti due buffi e nudi

lampioni del mio deserto e della mia miseria.


Padre nostro che sei nei Cieli!
Che me ne faccio della mia buona educazione?
Chiacchiererò con Te come una vecchia, o un povero
operaio che viene dalla campagna, reso quasi nudo
dalla coscienza dei quattro soldi che guadagna
e che dà subito alla moglie - restando, lui, squattrinato,
come un ragazzo, malgrado le sue tempie grigie
e i calzoni larghi e grigi delle persone anziane...
chiacchiererò con la mancanza di pudore
della gente inferiore, che Ti è tanto cara.
Sei contento? Ti confido il mio dolore;
e sto qui a aspettare la tua risposta
come un miserabile e buon gatto aspetta
gli avanzi, sotto il tavolo: Ti guardo, Ti guardo fisso,

come un bambino imbambolato e senza dignità.


La buona reputazione, ah, ah!
Padre nostro che sei nei Cieli,
cosa me ne faccio della buona reputazione, e del destino
- che sembrava tutt'uno col mio corpo e il mio tratto -
di non fare per nessuna ragione al mondo parlare di me?

Che me ne faccio di questa persona

cosi ben difesa contro gli imprevisti?

(da Affabulazione)


Thursday, January 12, 2006

Fade into you


I want to hold the hand inside you
I want to take a breath that’s true
I look to you and I see nothing
I look to you to see the truth
You live your life
You go in shadows
You’ll come apart and you’ll go black
Some kind of night into your darkness
Colors your eyes with what’s not there.

Fade into you
Strange you never knew
Fade into you
I think it’s strange you never knew

A stranger’s light comes on slowly
A stranger’s heart without a home
You put your hands into your head
And then smiles cover your heart

Fade into you
Strange you never knew
Fade into you
I think it’s strange you never knew

Fade into you
Strange you never knew
Fade into you
I think it’s strange you never knew
I think it’s strange you never knew


Saturday, January 07, 2006

Daybreaker


We lay on our backs in the grass
Silently watching the rain clouds move by far too fast
You said it was a night where anything could happen
But nothing was gonna last
And we're doing fine now yeah we do
We don't feel sad or bad or blue and you know
We ain't never defeated
Not broken inside all that is fine
Yeah all that is fine

We, we burn our boats each new year
Silently watching the flames and the old life disappear
We're burning new sunrise into yesterday's skies
An ashen fingerprint melts into the sea
And we're doing fine now yeah we do
We don't feel sad or bad or blue and you know
We ain't never defeated
Not broken inside all that is fine
Yeah all that is fine

And we're doing fine now yeah we do
We don't feel sad or bad or blue and you know
We ain't never defeated
Not broken inside all that is fine
Yeah all that is fine

(Beth Orton)

Solo lacrime


Vorrei dipingere il mio volto
e rendere eterne
le labili tracce della mia esistenza.
Vorrei rubare i colori dei fiori
e la sapiente costanza del mare.
Ma ho solo lacrime

e neanche un pennello…

Wednesday, January 04, 2006

Speed of Sound


How long before I get in
before it starts, before I begin
how long before you decide
before I know what it feels like
where to?
Where do I go?
if you've never tried then you'll never know
how long do I have to climb
up on the side of this mountain of mine.

Look up, I look up at night
planets are moving at the speed of light
climb up, up in the trees
every chance that you get
is a chance you seize
how long am I gonna stand
with my head stuck under the sand
I start before I can stop
before I see things the right way up.

All that noise, all that sound
all those places that I found
and birds go flying at the speed of sound
to show how it all began
birds came flying from the underground
if you could see it then you'd understand.

Ideas that you'll never find
or the inventors could never design
the buildings that you put up
Japan and China... all lit up
the sign that I couldn't read
or the light that I couldn't see
some things you have to believe
but others are puzzles, puzzling me

All that noise, all that sound
all those places that I found
and birds go flying at the speed of sound
to show how it all began
birds came flying from the underground
if you could see it then you'd understand.

All those signs I knew what they meant
something you can't invent
Some get made, and some get sent
ooh
words go flying at the speed of sound
to show how it all began
birds came flying from the underground
if you could see it then you'd understand
oh, when you see it then you'll understand.


Per vedere il video di "Speed of sound" cliccare qui

Tuesday, January 03, 2006

World's shortest fairy tale

Scegliete quella che preferite:

1. Once upon a time, a girl asked a guy, "Will you marry me?" The guy said, "NO!", and the girl lived happily ever after and went shopping, dancing, camping, drank martinis, always had a clean house, never had to cook and farted whenever she wanted. THE END.

2. Once upon a time, a guy asked a girl, "Will you marry me?" The girl said, "NO!", and the guy lived happily ever after and went fishing, hunting and got laid a lot and drank beer and farted whenever he wanted. THE END

Naturalmente "guy" e "girl" possono essere usati in varie combinazioni. In quel caso anche il verbo "to marry" potrebbe richiedere un aggiustamento in base alla nazione e al grado di civiltà della stessa. In Italia potrebbe essere qualcosa del tipo "move in with me to live together for the rest of our lives without any rights".

Eternal Sunshine of the Spotless Mind


Dedicato a chi non si dà requie,
a chi mi accende con un sorriso,
a coloro che mi costringono a cercare, sempre,
a chi amo e a chi non so ancora di amare.


How happy is the blameless vestal's lot!
The world forgetting, by the world forgot.
Eternal sunshine of the spotless mind!
Each pray'r accepted, and each wish resign'd.

(Alexander Pope,
Eloisa to Abelard)