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Friday, June 05, 2009

Un voto glbtq

Ho deciso. Alle Europee, domani, voterò PD perché ho creduto nel progetto fin dall'inizio e non penso sia il momento di arrendersi ora. Certo, bisogna che noi giovani ci svegliamo e che cominciamo a scalzare i vecchi e coloro che si sono arroccati nelle loro posizioni. Anche con il voto. Anzi, soprattutto con il voto. Alle Europee si possono esprimere tre preferenze e allora ho deciso che non le darò ai capolista o ai papabili che sono stati riportati sui vari "santini" distribuiti nelle case. Non voterò Cofferati, che aveva detto che si sarebbe ritirato per dedicarsi alla famiglia e, invece, lo ritroviamo riciclato alle Europee. Né Patrizia Toia, già ministro ed europarlamentare, di cui, però non ho mai sentito parlare se non in occasione delle elezioni. Ho scelto i miei tre candidati perché hanno preso posizione su alcuni temi che mi interessano, tra cui quelli dei diritti dei gay, da rilanciare a livello europeo, nella speranza che in Italia ci accorgiamo di essere ormai Terzo Mondo da quel punto di vista... (uno dei candidati, Panzeri, lo conosco personalmente e lo considero una persona in gamba, perciò il voto per lui era scontato...)

Ecco chi sono i candidati che ho scelto, nella circoscrizione Nord-Ovest:



Da sinistra a destra: Antonio Panzeri, Maria Lucia Centillo, Ivan Scalfarotto

Monday, September 29, 2008

Tradizione? No, grazie. O forse sì... boh

Ieri sera, costretto a guardare controvoglia "Il ballo delle debuttanti", sono rimasto letteralmente basito nell'udire una delle più grandi castronerie che mi sia capitato di sentire ultimamente. Il fatto è che di solito escono dalla bocca di politici e veline (se poi si tratta di politici-veline va da sé quali siano i risultati). Ma questa volta non è stato così. La colpevole è tale Patrizia Barsotti, esperta di comunicazione (così dice la didascalia che appare sotto la sua immagine quando la inquadrano) e accanita sostenitrice della squadra delle "chic" (???). La signora Barsotti ha affermato che la tradizione è tradizione e deve rimanere tale, quindi "non può essere reinterpretata". E in proposito cita la Gioconda di Leonardo. Non sia mai che la Gioconda di Leonardo sia stata/possa essere reinterpretata...
A parte il fatto che un'esperta di comunicazione dovrebbe sapere che dire "la tradizione è tradizione" è tautologico e non comunica nulla tranne il dogmatismo della persona che parla. Men che meno definisce che cosa sia la tradizione. Bella cosa sbandierare un "valore" di cui non si sa nemmeno spiegare il significato.
Secondo. L'esempio di Leonardo non poteva essere più sbagliato. Per prima cosa perché Leonardo è stato rivoluzionario in tutti i campi in cui ha lavorato (come giustamente ha fatto notare un ballerino) e, quindi ha rispettato sì la tradizione per certi aspetti, ma ha saputo anche innovare. In secondo luogo perché proprio della Gioconda esistono almeno due illustri esempi di reinterpretazione da parte di Duchamp e Dalì (che, nel caso alla signora Barsotti sia sfuggito, non sono esattamente due sconosciuti nel campo dell'arte).

A sinistra: Marcel Duchamp, "LHOOQ" (1919)

A destra: Salvador Dalì, "Autoritratto con le sembianze della Gioconda"

Per altri esempi di reinterpretazioni della Gioconda da parte di Magritte, Warhol, Botero si veda questo sito.




E che dire delle reinterpretazioni fatte dai grandi registi di teatro (Peter Brooke, Bob Wilson, Nekrosius) dei drammi "classici" di Cechov, Shakespeare, ecc. Mmmm, brutti cattivi e distruttori della tradizione, vero?
Infine, vorrei riportare qualcosa che è scritto perfino su Wikipedia e cioè che "[d]agli anni ottanta, dal punto di vista scientifico, si tende a criticare il concetto di tradizione, per mettere in evidenza il fatto che la cultura è situata nell'individuo, ed ogni volta che vi è un passaggio di tratti culturali avviene necessariamente una rielaborazione. In quest'ottica la tradizione viene vista più come un elemento retorico utilizzato da gruppi di individui per rafforzare una propria identità collettiva, in particolare per essere utilizzata in contrasti con altri gruppi sociali" (e, vorrei aggiungere, per escludere qualcuno - il diverso da un punto di vista etnico, religioso, sessuale, ecc. - da tali gruppi sociali.

Il rispetto della tradizione va bene, purché non diventi un culto. Non bisogna dimenticare che si tratta pur sempre di qualcosa di dinamico (non necessariamente in senso evolutivo). A parer mio la tradizione non dovrebbe essere idolatrata, né trasformata in un monumento. E va benissimo reinterpretarla. Reinterpretazione e riproposizione secondo le modalità convenzionali non sono mutuamente esclusive; non sono una giusta e l'altra sbagliata. Sono solo due forme di espressione differenti e una mente aperta e tollerante se ne dovrebbe accorgere (anche se poi può benissimo preferire una o l'altra).

Mi dispiace, la prova non è superata, signora Barsotti.

Thursday, September 25, 2008

Powerless


A volte non c'è come vivere temporaneamente una situazione per rendersi conto dei problemi di persone che (troppo) spesso rimangono invisibili (i problemi e le persone) agli occhi degli altri.

Sto ascoltando: A Perfect Circle, "Weak and Powerless"


Friday, September 12, 2008

Parlando di serie TV americane...

Donatella Izzo e Cinzia Scarpino (a cura di)
I Soprano e gli altri
I serial televisivi americani in Italia
Milano: Shake, 2008
ISBN 978-88-88865-66-9
144 pp.
Prezzo: EURO 15,00


Negli ultimi anni, le serie tv americane sono state protagoniste assolute della programmazione televisiva, in Italia ma non solo, incontrando un grande successo di pubblico e ottenendo riconoscimenti da parte della critica.
Più del cinema, queste serie Tv hanno saputo rappresentare i difetti della società contemporanea, creando un linguaggio nuovo e facendo esplodere personaggi che sono ormai entrati a pieno titolo nel nostro immaginario.

In questo numero monografico la redazione di ÁCOMA offre una panoramica di approfondimenti sulle serie che più hanno segnato la nostra quotidianità negli ultimi anni.

La spregiudicata Manhattan di Will & Grace e Sex and the City, le scene del crimine CSI e 24, le sale operatorie di ER, Dr. House e Grey’s Anatomy, l’isola di Lost, i dissestati nuclei domestici di Six Feet Under, Simpson e Soprano, il raffinato pianeta omosessuale di L-Word si mostrano, attraverso l’analisi, nella loro qualità di finzioni narrative aperte al magmatico divenire del presente: sismografi in grado di rappresentare le tensioni culturali e le contraddizioni politiche dell’America di oggi.

Scarica l'introduzione qui.


Thursday, December 27, 2007

Oggi è un giorno triste

Benazir Bhutto è stata uccisa...

Wednesday, December 12, 2007

Lo sciopero dei camionisti

In questi giorni sto seguendo con preoccupazione e con indignazione quello che sta accadendo per quanto concerne lo sciopero degli autotrasportatori. Preoccupazione perché quanto sta succedendo mi ricorda tanto i fatti che in Cile precedettero il colpo di stato di Pinochet, indignazione perché sono (quasi) certo che le ragioni di questo sciopero siano non economiche, ma politiche. Non voglio cadere in facili teorie del complotto, ma non mi stupirei se dietro tutto questo ci fosse un abile orchestratore. E questa Italia, nuova repubblica delle banane, mi fa arrabbiare. Spero che il Governo usi il pugno di ferro contro queste persone e non si lasci ricattare. Perché di ricatto si tratta. Di ricatto, di prepotenza e di coercizione. È un diritto sacrosanto scioperare, ma ci sono modi e luoghi per farlo. Perché bloccare le autostrade? Perché mandare al macero milioni di euro di merci? Perché causare serie difficoltà alla società civile? Che cosa farebbe uno di questi signori se un loro figlio si ferisse o avesse un malore e dovesse essere portato urgentemente in ospedale da un'ambulanza rimasta senza carburante? E se è un diritto scioperare, lo è anche il non scioperare: cosa sono quei tagli di gomme o quei pestaggi o le altre forme di coercizione nei confronti di chi non vuole continuare la serrata? Atti criminali. Punto e basta.
Queste persone si lamentano di stipendi più bassi di quelli degli operai, ma stento a crederlo: molti di loro sono padroncini, liberi imprenditori, con le loro belle BMW o i loro SUV parcheggiati nel garage. È inutile predicare il libero mercato, salvo poi appellarsi all'aiuto dello stato quando le cose vanno male. Come si suol dire non è possibile avere "la botte piena e la moglie ubriaca".
Le distanze tra Governo e trasportatori non mi sembrano così incolmabili, o almeno non lo sarebbero se vi fosse un reale spirito di dialogo e se si avesse a cuore il bene dell'Italia. Ma in questo nostro paese il bene dell'Italia è, purtroppo, un miraggio e, bene che vada, ognuno pensa solo al proprio orticello. In questo caso specifico, però, penso non si tratti nemmeno di banale egoismo e miopia, ma della precisa volontà di nuocere al Governo ed eventualmente rovesciarlo. Non essendoci riusciti in altri modi...

Sto ascoltando: Sufjan Stevens, "The Upper Peninsula", Michigan, Rough Trade/Sanctuary, 2004.

Friday, May 18, 2007

L'inchiesta della Bbc sui preti pedofili conquista Internet

Il documentario, messo in rete, ma non trasmesso in tv, accusa la Chiesa cattolica e Ratzinger di tutelare e coprire i sacerdoti colpevoli di abusi sessuali

ALICE NEWS, 18/05/2007 - In breve tempo è già stato visto da migliaia di persone. Ed infuriano accese polemiche sui forum delle Rete. L’inchiesta, dal titolo Sex Crimes and the Vatican, andata in onda in Gran Bretagna nel 2006, non è mai stata trasmessa in Italia. Potere della libertà di stampa della Repubblica italica. Nel documentario sono svelati i risvolti inquietanti di numerose vicende che hanno coinvolto decine di sacerdoti responsabili di reati di pedofilia. Sono raccontati casi di abuso verificatesi nella diocesi di Ferns – Irlanda – negli Usa e in Brasile.

Ma ciò che più colpisce e lascia esterrefatti è l’accusa della Bbc: le autorità ecclesiastiche hanno sistematicamente difeso gli imputati, sottraendoli alle autorità giudiziarie e indotto al silenzio, a suon di soldi, le vittime.

Si parla in particolare del Crimen Sollicitationis, il documento segreto emesso dal Santo Uffizio – oggi Congregazione per la dottrina della fede – nel 1962, con il quale furono emesse le direttive su come trattare i casi di sacerdoti coinvolti in questo genere di crimini.

Ebbene il principio guida del documento era la consegna del silenzio.

Responsabile dell’applicazione del Crimen Sollicitationis fu Benedetto XVI, allora cardinale Joseph Ratzinger. E fu sempre lui ad emanare nel 2001 il seguito del documento vaticano (si tratta di un epistola, pubblicata sul sito della Santa Sede), fondato – afferma lo speaker dell’inchiesta inglese – sullo medesimo spirito, tanto che era ribadito l'obbligo della “segretezza, pena la scomunica”.

Il video è crudo, esplicito. E’ un atto d’accusa forte contro la Chiesa cattolica. Sono pubblicate le testimonianze degli imputati, delle vittime e dei lori difensori.

L’immagine che se ne ricava è di una realtà omertosa, inquietante, dove per difendere il buon nome delle istituzioni ecclesiastiche si passa sopra a tutto. Ai diritti, alla dignità dell’Uomo, alla giustizia.

È il caso di padre Henn, su cui pendono 13 accuse per molestie, che ora vive a Roma, senza che mai il Vaticano lo abbia costretto a tornare in patria ad affrontare il processo.

Nella Chiesa, è l’accusa finale della Bbc, vige l’ostruzionismo e la copertura, tutto questo con il beneplacito di Benedetto XVI.

Il video-inchiesta sta infiammato il web. Blog e forum sono presi d’assalto. Sono nate accese polemiche, soprattutto dai cattolici che ritengono l’intera inchiesta frutto di un falso e di una manipolazione.

Sto ascoltando: Tori Amos, "Yo George", American Doll Posse, 2007.