Ecco chi sono i candidati che ho scelto, nella circoscrizione Nord-Ovest:



Da sinistra a destra: Antonio Panzeri, Maria Lucia Centillo, Ivan Scalfarotto
La città di vetro è uno spazio d'incontro e uno spazio per la solitudine. È il luogo della chiacchiera giocosa e della riflessione intimista. È rete e isola, è città e deserto. È un mondo per chi ama le tecnologie, ma anche l'immersione nella natura incontaminata. Luogo e non-luogo dove esprimere se stessi.



In questi giorni sto seguendo con preoccupazione e con indignazione quello che sta accadendo per quanto concerne lo sciopero degli autotrasportatori. Preoccupazione perché quanto sta succedendo mi ricorda tanto i fatti che in Cile precedettero il colpo di stato di Pinochet, indignazione perché sono (quasi) certo che le ragioni di questo sciopero siano non economiche, ma politiche. Non voglio cadere in facili teorie del complotto, ma non mi stupirei se dietro tutto questo ci fosse un abile orchestratore. E questa Italia, nuova repubblica delle banane, mi fa arrabbiare. Spero che il Governo usi il pugno di ferro contro queste persone e non si lasci ricattare. Perché di ricatto si tratta. Di ricatto, di prepotenza e di coercizione. È un diritto sacrosanto scioperare, ma ci sono modi e luoghi per farlo. Perché bloccare le autostrade? Perché mandare al macero milioni di euro di merci? Perché causare serie difficoltà alla società civile? Che cosa farebbe uno di questi signori se un loro figlio si ferisse o avesse un malore e dovesse essere portato urgentemente in ospedale da un'ambulanza rimasta senza carburante? E se è un diritto scioperare, lo è anche il non scioperare: cosa sono quei tagli di gomme o quei pestaggi o le altre forme di coercizione nei confronti di chi non vuole continuare la serrata? Atti criminali. Punto e basta.
Queste persone si lamentano di stipendi più bassi di quelli degli operai, ma stento a crederlo: molti di loro sono padroncini, liberi imprenditori, con le loro belle BMW o i loro SUV parcheggiati nel garage. È inutile predicare il libero mercato, salvo poi appellarsi all'aiuto dello stato quando le cose vanno male. Come si suol dire non è possibile avere "la botte piena e la moglie ubriaca".
Il documentario, messo in rete, ma non trasmesso in tv, accusa la Chiesa cattolica e Ratzinger di tutelare e coprire i sacerdoti colpevoli di abusi sessualiMa ciò che più colpisce e lascia esterrefatti è l’accusa della Bbc: le autorità ecclesiastiche hanno sistematicamente difeso gli imputati, sottraendoli alle autorità giudiziarie e indotto al silenzio, a suon di soldi, le vittime.
Si parla in particolare del Crimen Sollicitationis, il documento segreto emesso dal Santo Uffizio – oggi Congregazione per la dottrina della fede – nel 1962, con il quale furono emesse le direttive su come trattare i casi di sacerdoti coinvolti in questo genere di crimini.
Ebbene il principio guida del documento era la consegna del silenzio.
Responsabile dell’applicazione del Crimen Sollicitationis fu Benedetto XVI, allora cardinale Joseph Ratzinger. E fu sempre lui ad emanare nel 2001 il seguito del documento vaticano (si tratta di un epistola, pubblicata sul sito della Santa Sede), fondato – afferma lo speaker dell’inchiesta inglese – sullo medesimo spirito, tanto che era ribadito l'obbligo della “segretezza, pena la scomunica”.
Il video è crudo, esplicito. E’ un atto d’accusa forte contro la Chiesa cattolica. Sono pubblicate le testimonianze degli imputati, delle vittime e dei lori difensori.
L’immagine che se ne ricava è di una realtà omertosa, inquietante, dove per difendere il buon nome delle istituzioni ecclesiastiche si passa sopra a tutto. Ai diritti, alla dignità dell’Uomo, alla giustizia.
È il caso di padre Henn, su cui pendono 13 accuse per molestie, che ora vive a Roma, senza che mai il Vaticano lo abbia costretto a tornare in patria ad affrontare il processo.
Nella Chiesa, è l’accusa finale della Bbc, vige l’ostruzionismo e la copertura, tutto questo con il beneplacito di Benedetto XVI.
Il video-inchiesta sta infiammato il web. Blog e forum sono presi d’assalto. Sono nate accese polemiche, soprattutto dai cattolici che ritengono l’intera inchiesta frutto di un falso e di una manipolazione.
Sto ascoltando: Tori Amos, "Yo George", American Doll Posse, 2007.